La questione email (parte 1)

di adf


Razionalizzato l’aspetto e il contenuto del mio Mac (ne parlavo qui), ho deciso di cominciare anche a lavorare sulla “questione email”.  Virgolettato d’obbligo per un argomento che sembra stare molto a cuore agli autori dei vari blog sul minimalismo che sto seguendo da una paio di mesi a questa parte. Il problema è la quantità di posta che riceviamo e la distrazione che questa porta con sé, che non permetterebbe di focalizzarci su quello che stiamo facendo, sia che si tratti di lavoro sia che si tratti di altro. Vengono proposti diversi ‘metodi’ per affrancarsi dal riflesso condizionato di correre a guardare la posta sullo schermo, ogni qual volta il computer o il telefono annunciano l’arrivo di un nuovo messaggio. C’è chi semplicemente disattiva gli effetti acustici e chi ha deciso di controllare la posta ad intervalli di tempo regolari (ogni ora, ogni due ore ecc.), chi addirittura controlla la posta, e dunque risponde, solo la mattina o solo la sera, o solo due volte al giorno, mattina e sera. In generale tutti suggeriscono di eliminare la posta in entrata una volta letta, a meno che non si tratti proprio di cose da conservare a futura memoria, e se possibile eliminare anche quelle. Io non ho un metodo da questo punto di vista. E sinceramente non credo di averne bisogno. Ricevo circa 30 o 40 email al giorno, a volte di più, meno durante il fine settimana. In linea di massima sono sempre connesso, anche in mobilità, e dunque ho diversi momenti durante la giornata per controllare se ho messaggi urgenti da leggere o meno senza per forza distrarmi da cose importanti che sto facendo. Se mi capita di sentire il suono di un messaggio in arrivo mentre sto facendo qualcosa di importante, riesco tranquillamente ad ignorarlo, rimandando la lettura ad un momento migliore. Insomma, io questo problema della quantità di posta in entrata non ce l’ho. Probabilmente il numero di email che ricevo non è tale da crearmi dei problemi in questo senso. Per quanto riguarda la posta archiviata, invece, mi è successo spesso di cercare vecchi messaggi, e sono stato ben contento di averli ritrovati. Vivo però altri due problemi con la posta elettronica. Il primo riguarda il numero di caselle di posta elettronica che ho aperto. Sono un vecchio abbonato Fastweb (dal 2000 o giù di lì), per cui sono dieci anni almeno che utilizzo un indirizzo email fastwebnet.it. Anzi, due, perchè quello che il sistema ti apriva di default (nome.cognome@fastwebnet.it) risultava troppo lungo, visto che ho un cognome lungo; allora me ne sono creato un secondo più corto. Temporaneamente ne ho aperto un terzo, che però utilizzavo solo per un blog poi dismesso. Poi ho aperto un account su GMail che utilizzavo per gestire alcune collaborazioni professionali. Nel frattempo avevo anche un account di posta elettronica aziendale per il mio lavoro principale che poi… si è estinto insieme all’azienda. Quando questo è successo, ho comunicato anche a tutti i miei contatti di lavoro il mio indirizzo privato, con un conseguente aumento di traffico su quell’indirizzo. Per un anno circa ho anche gestito la comunicazione di una piccola impresa web cui avevo partecipato, con l’aggiunta quindi di altri 5 o sei account di posta elettronica. Mi sembrava di impazzire. Eliminati quelli, mi si è aggiunto un ulteriore indirizzo per un altro lavoro che sto facendo. Troppi. Ho troppi account di posta elettronica. In questo momento sono sei! Il secondo problema è relativo alla quantità di immondizia che si sta accumulando sul mio indirizzo di Fastweb, quello principale che utilizzo da dieci anni circa. Oltre a ricevere la ‘posta vera’, ovvero messaggi utili da parte di amici o aziende, su quell’indirizzo finiscono un’infinità di newsletter, messaggi pubblicitari, email commerciali e messaggi di tutti i tipi, spam compreso. D’altra parte, oggi, se vuoi gestire un conto bancario online, se vuoi fare un acquisto attraverso Internet, se vuoi iscriverti a un servizio di qualunque tipo, sei praticamente costretto a sottoporti all’invio di “ulteriori informazioni da parte dell’azienda e dei suoi partner commerciali”, e giù email inutili. Insomma, casella postale principale da declutterare urgentemente, e numero di indirizzi email da ridurre. Ho cominciato a lavorarci sopra, ma rimando ad un secondo post la descrizione della mia… linea d’azione. Se qualcuno là fuori intanto ha qualche soluzione da proporre, è il benvenuto.

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