Decluttering 2: il ritorno

di adf


Due anni fa circa parallelamente ai primi post di questo blog, ho cominciato ad effettuare una radicale opera di decluttering casalingo. Non fu facile iniziarlo, i blocchi mentali erano tanti (lo sono sempre), ma una volta cominciato si è rivelato assai più efficace di quanto mi aspettassi. A due anni di distanza, ieri, ho dato inizio a un… richiamino.

corpuscallosum

In questi due anni ovviamente sono stato molto attento a come spendevo i miei soldi e agli oggetti che acquistavo e portavo a casa. Una volta entrati nel ‘tunnel’ del decluttering e aver eliminato tanta roba quanta ne ho eliminata io, diventa difficile non tenere conto di questo nuovo approccio verso il consumo ogni volta che si passa davanti a una vetrina o a un sito Internet. Riuscire a fare decluttering è bello, ma il primo passo per vivere ‘clutter free‘, è ovviamente quello di evitare direttamente gli acquisti inutili. Nonostante abbia tenuto un comportamento quasi esemplare da questo punto di vista, solo ieri ho eliminato tre sacchetti di vestiti e uno pieno di carta. Per quanto riguarda l’abbigliamento, in questi due anni  ho acquistato pochissimo, e la maggior parte di quello che ho comprato riguarda l’attività sportiva (corro e vado in bici, anche se con poca costanza). Dunque i tre sacchetti di roba eliminata sono più che altro frutto del cambio di stagione effettuato nel weekend. Mi sono dato una regola: quello che non ho mai messo questa estate, probabilmente non lo metterò neanche la prossima, quindi lo posso eliminare. E già che c’ero ho eliminato anche la roba invernale più vecchia e quella meno messa l’inverno scorso. Guardando l’armadio, facendo una valutazione a occhio, non credo avrò bisogno di comprare granché per quest’inverno. Per quanto riguarda invece la carta, la faccenda è un po’ più complicata: la carta, i giornali, i depliant, la posta, la pubblicità, tutto questo entra subdolamente e gradualmente in casa nostra senza apparirci per quello che è realmente, ovvero disordine e distrazione ‘in fieri’. E inevitabilmente richiede (più di) un intervento deciso da parte nostra: saltuariamente dobbiamo andare a resettare quei posti dove sappiamo che la carta va ad annidarsi (ogni casa ha i suoi, lo sappiamo). E il richiamino non è finito, il prossimo fine settimana si continua con i tre posti chiave di casa mia, quei pozzi senza fondo dove mi ritrovo spesso a ‘poggiare temporaneamente’ oggetti di ogni tipo: il ripostiglio, lo stanzino degli orrori e l’armadio a muro dell’ingresso. Intanto mi limito a registrare alcune evidenze:

1) Il decluttering dell’abbigliamento in eccesso è un processo in più tappe: occorre tempo per affinare la consapevolezza di quello che serve davvero. Quello che ho eliminato ieri, nella scorsa sessione di decluttering lo avevo giudicato invece necessario.

2) Per quanto possa sembrare di aver ridotto al lumicino i propri ‘possessi’, probabilmente si può fare molto di più…

3) Il decluttering della ‘carta’, per quanto si possa essere metodici nell’eliminazione diretta di quello che entra in casa, riserva sempre delle sorprese. Meglio fissare una cadenza di eliminazione (una volta al mese, a stagione, l’anno…)

Per chi si apprestasse solo ora a iniziare il proprio percorso di decluttering, ecco qualche link ai post di Viaggioleggero in cui ho parlato della mia esperienza personale:

Praticamente un lavoraccio

Contenuto e contenitore

To Declutter List

Prima e dopo

I nodi al pettine

Il passato può essere ingombrante

Piccole (grandi) soddisfazioni

In foto: una scultura minimal di Gavin Worth
 
 
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