Un’altra vita: un’altra tv

di adf


Ma che bello il programma di Simone Perotti su Rai5. Ha la bellezza delle cose semplici. Domande intelligenti a persone che hanno cose interessanti da raccontare. E un tema di fondo (in questa prima puntata era il coraggio) declinato ovviamente su quelli che sono i temi così cari all’autore di Adesso basta e Avanti tutta. Il titolo del programma, d’altra parte, dice tutto: Un’altra vita.

Sono storie di persone che a un certo punto quel “Adesso basta” lo hanno detto davvero. E hanno cambiato. Come l’ex art director milanese che a 50 anni ha venduto il suo appartamento a Milano e ha preso uno stazzo e il terreno circostante in comodato d’uso in Gallura (alta Sardegna), per farne una piccola azienda agricola, e oggi vive con galline, pecore e api, produce miele e la mattina si sveglia davanti a uno dei tratti di costa più incontaminati di tutta l’isola. Sono persone che quella famosa scelta, quella del downshifting l’hanno fatta per davvero, assumendosi tutti i rischi del caso. Chi meglio di loro per parlare del coraggio che ci vuole per compiere una scelta di questo genere? Chi meglio di Gino Strada, per parlare del coraggio che serve per mollare una carriera medica sicura per andare a lavorare nelle zone di guerra? Un altro tipo di scelta, sicuramente più ‘alta’, ma il meccanismo è lo stesso. Si abbandona una strada accettata, condivisa, ‘facile’ se vogliamo, per prendere un sentiero meno battuto, più rischioso, pieno di incognite e di paure. E Perotti davanti alle telecamere regge bene, ha personalità (ma chi segue il suo blog già lo sa). Il programma dura poco meno di un’ora e scorre leggero e gradevole. E va addirittura in prima serata (il giovedì). Peccato solo che sia nascosto su un canale minore dell’ormai sterminata offerta tv e che così rischi di non riuscire a far sentire la propria voce.

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