Cuore e dignità

di adf


Ieri ho conosciuto Laye Toure Abdalah. E chi è, direte voi? Prima di oggi lo avrei detto anche io. Laye Toure è un artista, un compositore, autore e cantante senegalese. Potete vederlo qui, lui è quello con il giubbino nero. Quando mi ha visto è venuto subito verso di me. Quando io ho visto lui, invece, ho fatto finta di niente e mi sono concentrato sul mio caffè. Quando mi ha salutato gli ho detto subito che non avevo soldi. Perché Laye Toure Abdallah è un artista che quando non fa l’artista vende braccialetti per strada, e non solo.

Laye Toure Abdalah in Senegal ha quattro figli. L’ultima è nata un mese fa. Lui ancora non la conosce, ma a dicembre finalmente la vedrà. Con il suo italiano misto al francese, mi ha spiegato che, in quanto artista, per lui è importante viaggiare. Diceva ‘viaggiare’, ma probabilmente intendeva dire ‘lavorare’. Da un po’ vive in Italia, ogni tanto suona, ogni tanto cura degli orti, vicino dove abita lui, nell’estrema periferia di Roma. Ma soprattutto, quasi ogni giorno, la mattina presto prende prima un treno e poi un autobus, e viene in centro a vendere i suoi braccialetti. A lui va bene così, perché riesce a mandare un po’ di soldi a casa, e in più ‘viaggia’. E un artista deve viaggiare.

Mi ha guardato Laye Toure Abdalah, e mi ha detto di non pensare ai miei problemi, perché finchè il mio cuore batte e le mie gambe camminano, i problemi non sono problemi, sono la vita. E quando la vita finisce, finiscono anche i problemi. I soldi, le macchine, il caffè al bar, non ce li portiamo sotto terra. Lì sotto ci saranno solo il nostro cuore e la nostra dignità. Non ci porteremo il lavoro e i vestiti dall’altra parte. Solo cuore e dignità. Durante il suo tragitto treno-autobus, Laye Toure Abdalah vede molte persone, alcune le guarda anche, altre no. Lui non guarda quelli che stanno meglio di lui, perché non serve a migliorare. Lui guarda quelli che stanno peggio di lui e pensa a Dio. Dovremmo tutti pensare un po’ di più a Dio, dice. “Inshallah”, ripete. Io sono vivo, il mio cuore batte, le mie gambe camminano, i miei problemi sono vita. C’è chi ha più di me, c’è chi ha molto più di me. Ma quando sarà il momento, resteranno solo cuore e dignità. Dice. Gli chiedo se conosce Totò, un grande attore italiano. Mi risponde che di attori italiani conosce Al Pacino, Sylvester Stallone e Aldo Maccione (giuro!). E ci scambiamo i numeri e gli indirizzi email, io e Laye Toure Abdalah. Ci vediamo, fratello. Inshallah…

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