Vacanze al minimo

di adf


Tornato! Fine della villeggiatura. Ma la notizia vera è che, malgrado tutto, un po’ di vacanza sono riuscito a farla anche quest’anno. Fosse stato per me, probabilmente avrei rinunciato del tutto, sfruttando la vicinanza di Roma al mare con ‘andate e ritorni’ in giornata verso le spiagge del litorale laziale. Però mi dispiaceva per il bambino. Non che lui si faccia problemi di sorta, si sa che ai bambini di quell’età non importa poi molto di andare a destra o a sinistra, l’importante è giocare e divertirsi.

Però volevo che staccasse un po’, mollando del tutto la città e vivendo un po’ di più all’aria aperta. Il problema quest’anno era di natura prettamente economica e, di fronte all’impossibilità di affittare una casa al mare come avevamo fatto negli ultimi anni, abbiamo optato per una doppia minivacanza, la prima con me e la seconda con la mamma, in modo che lui si facesse comunque, alla fine, almeno un paio di settimane fuori. La scelta è caduta immediatamente sul campeggio (attività che la mamma non gradisce… ma tanto lei non ci sarebbe stata…), destinazione Toscana, Capalbio. L’intento iniziale era ovviamente quello di fare una vacanza decisamente ‘minimal’: tenda e sacco a pelo, spiaggia libera del campeggio, cucina da campo, t-shirt-bermuda-infradito. Una prima ‘spallata’ alle mie intenzioni è arrivata nel momento in cui ho preparato la check-list con tutte le cose da portare. Al necessario per una settimana di permanenza in campeggio (comunque per non ridursi a vivere come animali, un po’ di attrezzatura bisogna portarsela) si è aggiunta la lista delle cose cui Luca non poteva proprio rinunciare. Nell’ordine: racchettoni, pallone da volley, una decina di vecchi fumetti, maschera e pinne, griglietta per il barbeque (ebbene sì, ha insistito…) e ovviamente l’immancabile tavola da surf. Insomma, sono riuscito a partire con la macchina piena di roba… alla faccia del minimal… Come non bastasse, all’ultimo è arrivata la notizia che forse, per ferragosto, anche la mamma ci avrebbe raggiunti (= un materassino e un sacco a pelo in più). Alla fine la mamma ci ha raggiunti… e si è voluta fermare anche tre giorni in più del previsto. E ci sono venuti a trovare anche un po’ di amici! Insomma, alla fine quella che doveva essere una vacanza raffazzonata e… d’emergenza, si è trasformata in una gran bella vacanza, dieci giorni immersi nella natura e in un mare splendido. Forse non comodissima (il campeggio ha i suoi disagi… bagni in comune, polvere, qualche insetto di troppo…), ma sicuramente aldilà di quelle che erano le mie aspettative. Anche il posto ha fatto la sua parte, un camping pulito e ordinato, una pineta fresca e ben ombreggiata, una spiaggia grande e un mare limpidissimo. In generale un’esperienza da ripetere, assolutamente. Senza contare un risparmio non indifferente davanti a qualsiasi alternativa di alloggio. Sono soddisfatto, riposato e carico. Pronto ad affrontare quelli che per me saranno quattro mesi davvero decisivi.

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