Salvaiciclisti, salva le città

di adf


Sabato scorso migliaia di ciclisti e amanti della bici in generale, si sono dati appuntamento a Roma, ai Fori Imperiali, per dare seguito all’iniziativa del quotidiano inglese The Times che aveva pubblicato un manifesto in 8 punti per sensibilizzare opinione pubblica e istituzioni sulla sicurezza di chi, quotidianamente, utilizza la bicicletta come mezzo di trasporto cittadino. Troppi gli incidenti, troppe le vittime fra chi, per necessità o virtù (quella di preferire un’alternativa non inquinante al trasporto motorizzato), ha scelto la bici per gli spostamenti di ogni giorno. A Londra e non solo. Prontamente gli 8 punti del Times (qui) erano stati ripresi dal Corriere della Sera.

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E altrettanto prontamente è nato Salvaiciclisti, un movimento spontaneo che ha trasformato quegli 8 punti in un manifesto programmatico da sottoporre a tutte le amministrazioni cittadine (qui). Nonché in un disegno di legge (qui). Il tutto è sfociato nel sit-in organizzato a Roma in contemporanea con la sfilata in bici organizzata a Londra. Una manifestazione apartitica e apolitica (unica eccezione segnalata, una bandiera No-Tav), nata dal basso, come quasi tutte le cose italiane che sembrano ancora funzionare. È stato un pomeriggio molto bello, in una cornice ineguagliabile. Anche il meteo ci ha messo del suo, con una giornata assolata e calda, decisamente invitante per una bella gita su due ruote. A me la bici piace molto, come i lettori di questo blog avranno ormai capito, ma era davvero impossibile, di fronte a una distesa di migliaia e migliaia di biciclette non sentirsi addosso una contagiosa allegria.

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C’erano tanti romani, certo, ma c’erano anche tante persone arrivate da altre città d’Italia, organizzatesi con treni, bus e roulotte. Davvero bello. Non c’è stato un solo momento di tensione, anzi, l’ilarità l’ha fatta da padrone, soprattutto quando, durante la lettura del manifesto da parte degli organizzatori, c’è stato l’invito al Sindaco Alemanno (e a tutti i suoi colleghi) di recarsi a lavorare in bicicletta. Sono stati persino avvistati dei vigili in bicicletta, da me personalmente mai visti prima sulle strade della Capitale. Ma tant’è: sono stati fra i più fotografati della manifestazione.

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Ovviamente questo non ha distratto nessuno dai veri motivi del sit-in: nel nostro Paese, negli ultimi dieci anni, sono morte più di 2.500 persone per incidenti stradali con la bici. Assolutamente doveroso sensibilizzare tutti, amministrazioni, automobilisti ma anche i ciclisti stessi, sul tema della sicurezza. Non sono a conoscienza di dati di mercato in merito, ma posso testimoniare, per esperienza diretta, che sono sempre di più le biciclette per le strade di Roma (e credo sia lo stesso anche altrove). Regole più ferre per la circolazione stradale, insieme a seri investimenti infrastrutturali per favorire la circolazione in bicicletta, potrebbero veramente aiutare a rendere più piacevoli e meno inquinate le nostre città. Le altre foto che ho fatto sabato, insieme a un breve video, le trovate qui. Chiudo con una breve nota personale. La principale pista ciclabile di Roma si snoda sulle sponde del Tevere. Per scendere a livello fiume e per salire a livello strada, sono stati predisposti in corrispondenza delle scalinate alcuni ‘binari’ per far scivolare le bici. Quello nella foto è quel che resta del binario che si trova sulla scalinata di Ponte Garibaldi (Viale Trastevere). Per rimetterlo in sesto basterebbero pochi chiodi, poco tempo e un po’ di buona volontà. Così come per rendere più sicure e gradevoli le piste ciclabili di Roma (e non solo), basterebbe un impegno serio da parte di chi ne ha facoltà.

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