Gigia e Carlo vanno in America

di adf


Dunque. Cristiana e Marco sono due miei amici che, a modo loro, ormai diversi anni fa hanno fatto una specie di downshifting. Hanno lasciato Roma e ora vivono vicino a Urbino, in un casolare che quando nevica sembra uno di quei soprammobili che quando li giri cade la neve, e quando invece il tempo è bello sembra di stare in un film di Walt Disney, con cerbiatti, lepri e uccellini che bussano alle imposte per fare colazione insieme. Cristiana mi ha scritto di questi suoi due amici, Gigia, contadina, e Carlo, allevatore e maestro norcino, e del loro progetto (anzi del progetto di un altro loro amico, Francesco, chef ma anche regista, italiano ma anche americano). Cristiana li descrive così: “Lei è una contadina (orgogliosissima di esserlo!) che recita a memoria la Divina Commedia alle sue mucche quando si occupa della stalla; lui è un maestro norcino (aiutava la sua famiglia a lavorare il maiale da quando aveva 7 anni e fa dei cappelletti che sono da sturbo!!!) e quando passi a casa sua, se non ti fermi almeno un paio d’ore mangiando le sue salsicce di fegato, bevendo vino a volontà e chiacchierando di tutti gli argomenti possibili, ti dice con quel suo accento romagnolo: “ma vai zà via? ma ci lasssiam così, come le bestie?”. Il progetto, nelle parole della stessa Gigia, è questo:
“Carissimi tutti,
sono Gigia, di Calbianchino di Urbino.
Volevo farvi partecipi del progetto di un nostro viaggio negli USA quest’estate e della raccolta fondi per la realizzazione di un documentario del medesimo. Viaggeremo per sei settimane, dal Maine alla California, fermandoci ospiti in aziende che fanno agricoltura sostenibile e allevano animali; il nostro intento è quello di coinvolgere tanti amici che negli anni sono passati da noi e oggi hanno proprie realtà agricole, cercando uno scambio esperienziale e offrendo la nostra cultura per la buona tavola e l’arte della macelleria e della norcineria che da sempre ci contraddistingue. Porteremo anche gli spiedi per cucinare e per creare occasioni di festa. L’idea nasce in collaborazione con un nostro amico italoamericano, Francesco Tripoli che dopo esser stato più volte ospite della nostra azienda ci ha coinvolto in questa avventura; suo il desiderio di documentare il viaggio realizzando un docufilm dell’intero percorso. Ha già realizzato un breve promo cercando tramite un sito americano di raccolta fondi, finanziatori intenti a sostenere il progetto… Se ritieni interessante il progetto puoi diffonderlo all’intera tua rete di amici. Ci rimangono pochi giorni per concludere la raccolta. Saremmo felici, un domani, di poter condividere i frutti di questa semina con tutti voi. Un abbraccio, Gigia”

Per raccogliere i fondi, hanno usato Kickstarter, un popolare sito americano di ‘crowdfunding’, ovvero di richiesta-offerta di piccoli finanziamenti collettivi. La scelta è stata vincente, e con ancora tre giorni di tempo (la raccolta termina il 23 aprile) hanno praticamente già raggiunto la quota minima oltre la quale l’assegnazione del finanziamento è assicurata (nel loro caso 17.000 dollari). A proposito: ci tengono a far sapere che quei soldi non servono per il loro viaggio, ma esclusivamente per la realizzazione del documentario.  Questa è la pagina di Kickstarter dove è possibile vedere un promo del progetto, e dove è  possibile fare ancora donazioni (dai 5 dollari in su). A seconda della cifra che si vuol donare, si avrà in regalo il nome tra i produttori del documentario, o un cartolina, o un po’ del lievito madre che Gigia “accudisce” da tantissimi anni, conserve, magliette e via dicendo. Per chi ha un account su Amazon, è ancora più semplice perché può pagare direttamente da lì.
Ora, a prescindere che vogliate contribuire o meno, quello che a me premeva fare con questo post, era raccontare questa storia che, secondo me, è molto interessante e bella. Perchè è una storia che parla di scambio culturale, di sostenibilità ambientale, di buona tavola e di cucina tradizionale. E perchè un progetto che nasce grazie al crowdfunding, è un progetto pulito, che non sottintende interessi economici particolari, che non sponsorizza e non è sponsorizzato. Per questo, con Gigia, vi chiedo di far girare questa storia su blog e social network, insomma nella vostra rete di contatti. Grazie.

P.S.: so che diversi lettori di questo blog sono vegetariani o vegani. E che il promo che ho linkato potrebbe dare un po’ fastidio. Me ne scuso, ma vi chiedo comunque di diffondere.

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