A che punto sono

di adf


A due mesi dall’inizio di questo blog, e a circa tre dal giorno in cui ho cominciato ad interessarmi di decluttering e di minimalismo in generale, sento il bisogno di fare il punto sui primi passi compiuti fin qui sulla strada che, almeno spero, mi porterà a un effettivo cambiamento nel mio stile di vita. Parto da dove sono partito con il blog, ovvero dalla presenza costante di una borsa o di uno zaino sulle mie spalle. La borsa rappresenta un po’ il mio feticcio, l’oggetto ingombrante dal quale sono partito con le mie riflessioni minimaliste. Ebbene, la borsa è stata eliminata. Non fisicamente, certo, è ancora in casa e quando proprio servirà la userò. Ma per ora viaggio senza. Le cose veramente necessarie che c’erano dentro, le porto in tasca. Cosa che ora viene facile, considerato che fa freddo e quindi utilizzo un giaccone con molte tasche. Quando comincerà a fare caldo, si porrà il problema di come trasportare questi piccoli (ma numerosi) oggetti. E quando succederà troverò una soluzione. Da quella prima decisione, ho iniziato a informarmi su Internet, ed ho trovato centinaia di risorse interessanti che trattano di questi argomenti. Ho scoperto che questo mio modo di sentire ce lo hanno tantissime altre persone, sia in Italia che all’estero, e che sul web si trovano molte informazioni pratiche per chi vuole cambiare il proprio stile di vita in senso minimalista. Ed ho trovato anche delle forme di ispirazione divertenti e in qualche modo illuminanti. Una delle mie preferite è questa. Per chi fosse interessato a sapere cosa mi ha portato ad interessarmi di decluttering e minimalismo, ho scritto qui, qui e qui quello che c’è da sapere sul mio background culturale e… materiale. Ho cominciato la mia opera di decluttering eliminando un bel po’ di vestiti dai miei armadi. Diverse cose le ho buttate, altre le ho portate al Mercatino dell’usato. L’ho fatto in diversi viaggi e, oltre all’abbigliamento, ho cominciato a portarci anche altre cose che stazionavano in casa, come un kit da pipa, alcune pipe usate (e una nuova di pacca), due fiaschette da liquore, un porta bottiglia con relativi accessori, un kit audio per pc, e altre cianfrusaglie varie. Non so se è cambiato qualcosa in queste ultime due settimane, ma l’ultima volta che ho controllato, non è che le mie cose avessero avuto un grosso successo. So per certo che sono stati venduti un paio di pantaloni, un maglione e un piumino smanicato. Sinceramente mi aspettavo di più, ma non me ne faccio un cruccio, e mi godo gli armadi alleggeriti. Le cose non sono andate meglio su eBay, dove ho provato a vendere la mia sacca e i miei ferri da golf, un mio vecchio iMac ‘vintage’, un’autoradio, dei diffusori da auto e qualche altra robetta tecnologica. Risultato: diversi contatti per l’autoradio, una promettente email per il computer, ma zero vendite. Riproverò. Nel frattempo ho adottato uno stile ‘minimal’ anche per l’ambiente dove vivo ogni giorno gran parte del mio tempo, ovvero il mio computer: questa del decluttering digitale è una vera  propria sotto-categoria che vanta numerosi adepti in giro per il mondo. Sto cercando di fare ordine anche con la mia posta elettronica (ne ho parlato qui e qui). E un deciso taglio lo ha avuto anche la mia cerchia di ‘amici’ su Facebook. Ma decluttering è anche prevenire, e non solo curare. Dunque non si tratta solo di eliminare oggetti inutili, ma anche di riuscire a non comprarne altri. Per evitare le tentazioni dello shopping compulsivo è bene razionalizzare e darsi delle regole. In questo modo io sono riuscito a non comprare nulla in questi due mesi (se non un paio di scarpe, online, costate effettivamente poco), scavallando dunque la pericolosissima sessione dei saldi invernali. Sto esercitando la mia autodisciplina, necessaria in buone dosi se si vuol fare decluttering in modo serio: la tentazione di mollare, o quantomeno rallentare, concedersi delle pause, è sempre dietro l’angolo. Certo non esiste una formula giusta per tutti, e ognuno deve affrontare quest’impegno costruendosi il proprio percorso. Impegnarsi contemporaneamente con qualche sport è consigliabile (ma per chi non lo è?). Aiuta a sviluppare l’autodisciplina. Io ho scelto la bicicletta, anche se a causa del freddo nelle ultime settimane non ho praticato molto. Allora mi sono iscritto anche a un corso di Tai Chi (mi piace molto, ma purtroppo si tratta di un solo giorno a settimana), e faccio qualche esercizio autonomamente, in casa, per risvegliare i muscoli principali. Intanto il mio decluttering casalingo avanza: mi sono prima di tutto fatto un elenco dei vari ambienti da ‘ripulire’, e poi ho proceduto con una vecchia cassettiera, con la scrivania, l’armadio a muro e la credenza in sala. Ora sto lavorando sullo stanzino degli orrori e sulla cavetteria che giace sotto la scrivania. Ma la cosa mi sta portando via parecchio tempo. Sto lavorando anche su di me. Non solo impegnandomi con lo sport, ma anche cercando di crearmi delle nuove abitudini che possano aiutarmi nella mia crescita personale. L’esperimento sulla sveglia anticipata funziona. Dalle 7.15 sono passato gradualmente alle 6.30. Sto finendo di scrivere questo post mentre casa mia dorme. Questa mattina era la prima con la sveglia alle 6.15. Si può fare, anche se devo organizzarmi meglio per la sera, non riesco mai ad andare a letto prima delle 23.00. Mi sto interessando anche all’alimentazione, altro tema molto seguito nel campo del minimalismo. Sto indagando su come migliorare la qualità dell’alimentazione senza che questo influisca troppo sul portafogli. Ho testato il Farmer’s Market, e in questi giorni mi arriverà la prima consegna di alimenti freschi da parte di una cooperativa di aziende agricole bio. E in questo periodo così difficile per l’economia italiana in generale (e mia in particolare), mi sto interessando al tema della decrescita felice. Ecco, avevo bisogno di riassumere in un unico post un po’ tutto quello che ho fatto finora. Ne avevo bisogno per fare il punto della situazione ma anche per trarne un po’ di incoraggiamento. Fattori esterni, importanti, mi stanno infatti impegnando molto a livello mentale, e mi sto accorgendo che l’entusiasmo iniziale sta un po’ vacillando. Stringo i denti e vado avanti.

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