Mac e minimalismo

di adf


Premessa: utilizzo computer Apple dal 1991 (caspita vent’anni!). Ho iniziato sul lavoro con un Macintosh Classic, e fu amore a prima vista. Per le mie mani sono passati Mac di ogni tipo, desktop e portatili. Posseggo tre iPod, ma il più vecchio l’ho recentemente regalato a mio figlio. Un mese fa circa ho preso il mio primo iPhone. Insomma, il mio legame con i prodotti Apple è piuttosto profondo, quindi nelle prossime righe potrei anche sembrare più entusiasta del dovuto. Fine della premessa.

Una cosa che non mi aspettavo, cominciando a interessarmi di minimalismo, era che avrei incontrato così spesso il mondo Apple. Adesso le cose mi tornano molto di più, e la mia improvvisa attrazione per uno stile di vita minimalista, mi sembra molto meno casuale di prima. Leggendo i blog, anche non italiani, che parlano di questi argomenti, si scopre che moltissimi dei loro autori utilizzano computer e altri device Apple. Si tratta in genere di prodotti piuttosto costosi rispetto ai loro (wannabe) paricategoria e dunque, da chi adotta uno stile di vita minimalista, ci si aspetterebbe un altro tipo di scelta. E invece è vero il contrario, visto che nell’ottica minimalista acquistare un bene durevole, utile, con un design di un certo tipo (insomma un prodotto ‘top’) ancorché costoso, è preferibile rispetto al compromesso sull’usabilità, l’estetica e/o la solidità di un analogo meno costoso. Disponibilità economica permettendo. Resta il fatto che molte delle persone che si interessano di minimalismo, o almeno quelle che sto ‘virtualmente’ incontrando, sono anche utenti Mac. Non solo. La cosa che mi ha addirittura esaltato è stato scoprire l’esistenza di ottimi blog dedicati al minimalismo applicato al Mac, o espresso attraverso il Mac. Ecco qualche indirizzo: http://www.zenmac.it/, realizzato in inglese ma da autori italiani, http://www.ilmacminimalista.it/ (il blog si chiama Idealistic) tutto italiano e molto interessante, e il suo ispiratore http://minimalmac.com/, in inglese, forse il migliore nel genere. Resta da capire da cosa derivi questa forza di attrazione fra minimalismo e Mac. Ho letto diversi libri su Steve Jobs, per ultimo la biografia ufficiale di Walter Isaacson. Un po’ da tutti, ma soprattutto da quest’ultimo, si evince quanto un certo minimalismo zen fosse insito nell’uomo che da giovane viveva in una grande casa praticamente priva di mobili e poi, da miliardario, in un quartiere residenziale senza troppe pretese. Che è stato vegetariano e vegano. Che vestiva sempre allo stesso modo, jeans, maglia nera e sneakers (sandali in alternativa). Che faceva del suo lavoro e dei suoi prodotti il proprio obiettivo quotidiano, limitando le distrazioni al minimo indispensabile. Che non ostentava mai la sua grande ricchezza, al contrario di altri personaggi come Bill Gates o Larry Ellison. Questa estrema semplicità che spesso veniva offuscata da un carattere perloppiù insopportabile, diventò il mantra che lo accompagnò nella sua grande avventura. Il suo sogno, realizzato, era quello di costruire e vendere alle masse computer potenti, in grado di fare cose strabilianti, ma che fossero semplici da usare. Ecco, è principalmente in questa (innegabile) facilità d’uso che sta, secondo me, il minimalismo del Mac. E nel rendere più facile la vita a chi con il Mac ci lavora (e non solo). Forse è per questo che chi lavora per anni su un Mac, alla fine ci prende gusto, e si sente attratto da uno stile di vita più semplice.

Cliccando qui (http://www.minimalwall.com/simplify/simplify-your-desktop-3-easy-steps-1/) è possible accedere a una piccola guida su come semplificare il desktop del proprio Mac. Sullo stesso sito (minimalwall) è possibile scaricare una esaustiva collection di sfondi per il desktop in stile minimalista. Molto minimalista. Pure troppo.

P.S.: io non ho scelto fra Mac e PC. È il Mac che ha scelto me.

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