È cominciato tutto così…

di adf


Ho 42 anni, e da almeno 24 non c’è un giorno (festivi e vacanze escluse) in cui non esca di casa con in spalla una borsa. Cambia la borsa (a volte una ventiquattrore, a volte uno zainetto, a volte una qualche altra variazione sul tema), ma non cambia la solfa. E prima di allora c’era comunque lo zaino di scuola. Dentro la borsa di norma ci sono diverse cose. Oggi per esempio c’è l’immancabile agenda, un chrono Swatch da riparare (è lì dentro da un mese, ma mi scordo sempre di portarlo ad aggiustare), gli occhiali da sole (per la cronaca oggi piove) un piccolo hard disk, vari (tanti) fogli di carta, un iPod, penne, un kit spazzolino + dentifricio, un quotidiano vecchio (ne approfitto per buttarlo), un sacchetto di plastica vuoto, una confezione di Moment… e altra carta. Mi sono ritrovato spesso a riflettere sul fatto che forse uscire ogni giorno con una borsa in spalla non è che sia proprio necessario, e a notare che molte persone in strada non ne hanno una con loro. Eppure a me è sempre sembrato di non poterne fare a meno, anche se magari poi mi è successo più volte di non aprirla nemmeno, quella borsa, durante tutto il giorno. Da qui a riflettere sul fatto che quest’abitudine mi ha portato ad avere almeno tre borse tipo ventiquattrore e una miriade di zaini e zainetti (e molti li ho anche buttati via o regalati in passato), il passo è stato breve. In pratica una consuetudine scomoda (ci arriverò) mi ha portato ad accumulare oggetti che stazionano in casa occupando spazio e creando spesso disordine. Mi sono detto: la borsa dovrebbe essere una comodità, perchè serve a portare in giro oggetti che altrimenti non potrei portare con me se non a costo di scelte alternative meno confortevoli (tasche strapiene, rischio di lasciare in giro chiavi o altri oggetti effettivamente importanti). Eppure non mi sento comodo nel portarmi sempre in giro la mia borsa. Seppur di dimensioni non esagerate, mi ingombra, mi pesa sulla spalla, non posso lasciarla nel bauletto dello scooter o in auto perchè rischio che me la rubino, sui mezzi pubblici da fastidio… E la domanda che mi sono fatto spesso è: posso farne a meno? La risposta è che potrei farne a meno si mi organizzassi in modo da poterne fare a meno. A questo punto è forse utile sottolineare che non sono stupido, e che non è mia abitudine mettere nero su bianco questioni così banali e probabilmente poco interessanti. Il fatto è che questa piccola riflessione sulle mie borse ha fatto scattare in me una scintilla, e che questa scintilla è il motivo per cui ho iniziato questo blog. Siamo sicuri che gli oggetti di cui ci circondiamo siano effettivamente utili? Siamo sicuri che i benefici che ne traiamo, o che pensiamo di trarne, siano reali? E che non sia magari possibile organizzarsi diversamente? Ed essere più liberi? È cominciato tutto così… ma c’è dell’altro. Adf

N.B.: questo non è il mio primo blog. Ne ho aperti un paio in passato, e ho notato che, come succede con la mia borsa… non ne avevo bisogno. Volevo tenere un blog per motivi sbagliati, darmi visibilità all’esterno, partecipare a quel brusìo continuo che c’è tutt’intorno. Il risultato è sempre stato che dopo un inizio fulminante, la pigrizia o la voglia di fare qualcos’altro prendevano il sopravvento. Stavolta è diverso. Stavolta il blog sarà una sorta di report di come voglio cambiare il mio modo di vivere. ViaggioLeggero nasce sotto auspici differenti, e differente spero sia il suo destino.

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